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Cultura Commestibile

Il Nuovo Corriere di Firenze 

a proposito di il glifo ebooks

Sabato 14 gennaio 2012

 

 

 

Perché l’editoria digitale? Cosa c’è di nuovo nell’aria, in conseguenza dell’innovazione tecnologica degli ebook reader? (i quali, attenzione, non sono la stessa cosa dei tablet: gli ebook reader hanno il video che sembra un foglio di carta, non fanno male agli occhi e si lasciano leggere davvero come i libri di carta).

Gli editori tradizionali davanti a ogni proposta di un libro si pongono due domande.
La prima è quella importante: mi piace questo libro? è in linea con la mia politica culturale, con il mio stile? lo voglio, lo vorrei? Ma poi ne segue un’altra, malinconica: se ne venderà quanto basta a coprire le spese di stampa, magazzino, distribuzione? raggiungerà il break even, quell’agognata quota di qualche centinaio di copie vendute con cui lo sforzo si ripaga?

Un editore digitale si pone solo la prima di queste due domande e pubblica tutti i libri che apprezza, pubblica tutti gli autori su cui pensa di puntare, anche quando essi siano destinati a raggiungere soltanto una nicchia minuscola di lettori, i venticinque previsti in origine per condividere le sventure di Don Abbondio, o pochi più.

Un editore digitale, specialmente se è nativo digitale, e quindi non ha rapporti commerciali pregressi dietro di sé, non ha costi di stampa, di magazzino, di distribuzione: a ogni sua nuova pubblicazione, la voce si spargerà da sé nel mondo della rete, tanto più efficacemente quanto più gli stessi autori sapranno essere in rete e far conoscere il loro lavoro. Perciò un editore digitale pubblicherà tutto quello che lo merita, e per ogni pubblicazione dividerà il beneficio economico con l’autore (mai più pubblicazioni a pagamento, per chi ha scritto qualcosa di buono!).

Dicono in molti, oggi, che in fondo allora l’editore non serve più, e che gli autori potranno pubblicarsi da sé in self publishing. Eh, no: il ruolo dell’editore resterà quello di sempre in una sola cosa, quella più immateriale e più qualificata di tutte: leggere, apprezzare, giudicare, formare un bel catalogo, essere incluso nel quale sia un orgoglio per un autore. Pubblicare da sé, senza editore, non è per tutti: è la soluzione adatta forse a chi scrive un manuale tecnico estremamente specifico, ma non per chi ha scritto un romanzo o un saggio, che avrà bisogno domani come oggi di essere presentato ai lettori, garantito ai lettori, tramite il marchio del suo editore.

Ci sono due gruppi importanti di lettori, a cui pensare: quello dei lettori appassionati e voraci di romanzi (che spesso sono pendolari e leggono sul treno), e quello degli studiosi che leggono molti libri (talvolta solo per prendere atto di qualche pagina). Per entrambe queste tipologie, l’ebook significa gli stessi vantaggi: risparmio di denaro nell’acquisto di libri; risparmio di spazio fisico in casa; disponibilità di una biblioteca in viaggio; leggerezza (un volume di mille pagine è anche scomodo da tenere in mano in poltrona, oltre che da trasportare).

Per entrambi questi tipi di lettori, divoratori di romanzi e studiosi, non c’è nessuno svantaggio nell’ebook, perché appena ci si abitua a leggere su un dispositivo basato su e-ink, che non fa male agli occhi, ci si accorge che la stampa su carta è necessaria unicamente quando il caso è quello di studiare un testo molto difficile, sul quale occorre scrivere, sottolineare, evidenziare per capirlo. Nulla vieta di ricorrere a una stampa on demand, in questo insolito caso.

Più di un editore digitale sta muovendo i primi passi in Italia con la missione di dare voce alla scrittura dei nuovi narratori. Per la saggistica, invece, c’è il glifo ebooks, un editore nativo digitale, che comincia ora, all’inizio del 2012, senza certezze, senza capitali, senza passato, con l’incoscienza dell’avventuriero attratto dalla fascinazione della svolta incombente. In questo inizio del 2012, il glifo non ha che quattro o cinque libri in catalogo, e qualche altro titolo in gestazione (naturalmente, il catalogo non si stamperà mai su carta: www.ilglifo.it !). Però il glifo ha una particolarità: in Italia è il primo editore nativo digitale che ha aperto per pubblicare saggistica di qualità. Solo saggistica di qualità, universitaria certamente, ma anche con grande ascolto delle proposte che verranno dagli independent scholars, e fin dagli stravaganti capaci di coniugare la competenza dello studioso con il candore del dilettante, unica condizione in cui accade di scoprire il nuovo.

il glifo ha pensato agli studiosi, e alla saggistica, per il semplice fatto che la proposta editoriale in ebook per la narrativa ha già fatto i primi passi con altre iniziative: i divoratori di romanzi sono stati i primi a comprendere i vantaggi dell’ebook, e i primi editori nativi digitali si sono rivolti a loro; gli studiosi seguiranno a ruota, e in Italia troveranno pronto  il glifo, che darà ascolto a tutte le proposte e il cui orgoglio sarà dare voce alle visioni intelligenti e spregiudicate che saprà scoprire.

Culturafirenze  ilnuovocorriere.it

Sabato 14 gennaio 2012

 

 

 

 

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